Referendum Costituzionale – Valigia Blu

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Cosa prevedono la riforma e il testo del quesito

Il 12 aprile scorso è stata votata in via definitiva, alla quarta lettura alla Camera, la riforma Boschi della seconda parte della Costituzione.

Come prevede la Costituzione all’articolo 138, non viene indetto il referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. Nel caso del testo del disegno di legge Boschi i voti favorevoli sono stati inferiori ai due terzi. Ecco perché il prossimo ottobre si terrà il referendum costituzionale, che non prevede quorum, quindi vincerà chi tra il Sì e il No avrà la maggioranza dei voti.
Una data precisa però non stata ancora ufficializzata.

I punti della riforma

Spiega Internazionale che i principali punti del testo di legge riguardano:

Il superamento del bicameralismo perfetto, caratteristica dell’attuale assetto istituzionale italiano: «Attualmente tutte le leggi, sia ordinarie sia costituzionali, devono essere approvate da entrambe le camere. […] Con la riforma, invece, la Camera dei deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che dovrà approvare le leggi ordinarie e di bilancio e accordare la fiducia al governo».

Il Senato si trasforma in ‘Senato delle Regioni’, cioè un organo rappresentativo delle autonomie regionali. I senatori passeranno dagli attuali 315 a 100, non più eletti direttamente dai cittadini. 95 di loro saranno infatti «scelti dai Consigli regionali che nomineranno con metodo proporzionale 21 sindaci (uno per regione, escluso il Trentino Alto Adige che ne nominerà due) e 74 consiglieri regionali (minimo due per regione in proporzione alla popolazione e ai voti ottenuti dai partiti)» e rimarranno in carica per la durata del loro mandato di amministratori locali. Inoltre, riceveranno lo stipendio da amministratori e non verranno più pagati dal Senato. Infine, il Presidente della Repubblica nominerà altre 5 senatori che decadranno dopo 7 anni. Gli attuali 6 senatori a vita resteranno in carica, ma non verranno più sostituiti.

Il ‘Senato delle Regioni’ si esprimerà sui progetti di legge approvati dalla Camera ed entro 30 giorni dall’approvazione potrà proporre modifiche che la Camera però potrà anche non accogliere. La funzione principale del nuovo senato sarà quella di «esercitare una funzione di raccordo tra lo Stato, le Regioni e i Comuni».

Quando sarà eletto il Presidente della Repubblica, la Camere voteranno in seduta comune (mentre non parteciperanno più i delegati regionali). La maggioranza dei due terzi sarà necessaria fino al quarto scrutinio, poi basteranno i tre quinti. Dal nono scrutinio sarà sufficiente la maggioranza assoluta.

Il Consiglio Nazionale per l’Economia e il Lavoro (CNEL, organo ausiliario previsto dalla Costituzione che ha una funzione consultiva per quanto riguarda le leggi sull’economia e il lavoro) sarà abolito.

Con la riforma del Titolo V (che tratta dell’autonomia delle Regioni) della Costituzione diverse materie torneranno sotto la competenza esclusiva dello Stato: tra queste ci sono ambiente, gestione di porti e aeroporti, trasporti e navigazione, produzione e distribuzione dell’energia, politiche per l’occupazione, sicurezza sul lavoro, ordinamento delle professioni.

Il testo di legge Boschi modifica anche il referendum abrogativo (il quorum resta al 50% più uno degli aventi diritto. Se però le firma raccolte saranno 800mila e non 500mila il quorum scenderà prevedendo che basterà il 50% dei votanti all’ultima elezioni elettorale) e
le leggi d’iniziativa popolare (per cui serviranno 150mila firme, e non più 50mila).

Il quesito

Il 13 maggio scorso, la Cassazione ha approvato il testo del quesito sul quale saranno chiamati a votare i cittadini italiani (maggiorenni):

Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, approvata dal Senato della Repubblica, in seconda deliberazione, nella seduta del 20 gennaio 2016, e dalla Camera dei deputati, in seconda deliberazione, nella seduta del 12 aprile 2016, il cui testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – serie generale – n. 88 del 15 aprile 2016?

Categories:   Segnalazioni

Comments

  • Posted: 17 maggio 2016 23:27

    Antonio Bertola

    Il quesito è truffaldino, mette in evidenza un piccolo risparmio (20% del costo del senato) e tace sui rischi evoluzione autoritaria insita nel combinato disposto fra questa riforma e la legge elettorale. Con un 20% degli aventi diritto si determina la maggioranza della camera, si elegge il presidente della Repubblica e si determina la maggioranza della corte costituzionale che da organi di garanzia diventano di parte. Con l'ulteriore risultato di tenere sotto scacco il parlamento con la minaccia di farlo sciogliere. In sostanza si diventa un Repubblica presidenziale senza i necessari contrappesi di siffatti ordinamenti. Quanto di più simile ad una dittatura.
  • Posted: 24 novembre 2016 09:08

    Dan

    Il ballottaggio è proprio l'elemento che evita che una minoranza possa prendersi tutto in quanto serve la maggioranza assoluta il 50/ + 1 per vincere. Quello che lei dice è falso!