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Esiti elettorali più chiari, si completa lo Stato decentrato | Stefano Ceccanti

“Fin qui non ho sentito nessuna critica razionale a questa scelta [ndr di votare solo per la Camera], che viene contestata sul modo concreto con cui è declinata con tre obiezioni: due si riferiscono al cosiddetto combinato disposto con l’Italicum, la terza al procedimento legislativo.

La prima è un’obiezione oligarchica: gli elettori dovrebbero votare solo per i parlamentari, non anche per un Governo. Chi la espone dovrebbe spiegare le conseguenze: senza un vincitore chiaro possono esserci dei blocchi di sistema, come quello che sta sperimentando la Spagna o, nel caso meno drammatico, larghe coalizioni eterogenee che mettano insieme quasi per intero il centro-sinistra e il centro-destra come a inizio legislatura. Sono alternative migliori? La seconda obiezione è relativa alle dimensioni del premio che porta la lista vincente al 54% dei deputati e che secondo alcuni sarebbe troppo vicina ai quorum di garanzia del 60%. Il 54% è però un lordo, a scrutinio palese, di una lista vincente dove 240 su 340 deputati saranno eletti con le preferenze, ossia in una competizione tra correnti. Il 54% lordo potrà valere non più del 40% netto a scrutinio segreto, ben distante dai quorum. La terza obiezione fa perno sulla lunghezza del nuovo articolo sul procedimento legislativo, fatalmente più lungo perché Camera e Senato vengono a differenziarsi e profetizza che un testo più lungo crei conflitti. Invece la redazione dell’articolo chiarisce bene quali siano i tipi ben identificabili sin da inizio percorso delle leggi che faranno eccezione restando bicamerali, mentre per tutte le altre prevarrà la Camera.

Vi è poi la seconda ragione di fondo, il completamento dello Stato decentrato con un Senato delle Autonomie, riprendendo intuizioni della prima parte dei lavori dell’Assemblea Costituente. A differenza dei rapporti tra le due Camere qui bisogna scrivere elenchi di materie e non tipi precisi su cui legiferano Stato e Regioni, ma qualsiasi elenco di questo tipo, anche il migliore, porta con sé un certo livello di sovrapposizione. In assenza di un Senato delle Autonomie, che troviamo in forma diversa in tutti gli Stati decentrati, siamo stati costretti a far rifluire il sangue del rapporto centro-periferia in una circolazione extra-corporea che comprende la conferenza Stato-Regioni e, la Corte costituzionale. Quest’ultima impiega stabilmente metà del suo tempo per tali conflitti e per anni interi, sinché le cause non sono risolte, vi è un’incertezza tale da scoraggiare investimenti, specie esteri, nel sistema-Paese. Se manteniamo l’opzione per uno Stato decentrato con Regioni con un ruolo significativo non è possibile passare a un monocameralismo secco. Altre soluzioni, più spostate sui Governi regionali come nel modello tedesco, non erano percorribili in un contesto in cui le Giunte sono quasi tutte di centrosinistra. Nessuno tranne il Pd avrebbe votato un Senato che nel 2018 avrebbe avuto 80 senatori del Pd…

Da Il Sole 24 Ore

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